Fabio Favaro è il nuovo Direttore Sportivo del Rugby Paese

  • 8 Settembre 2020

Fabio Favaro è il nuovo direttore sportivo del Rugby Paese. Lo abbiamo incontrato i primi giorni di settembre al campo.

 

Fabio, la nomina a direttore sportivo arriva dopo una stagione caratterizzata dal lockdown per l’emergenza sanitaria da Covid-19 e dalle incertezze circa la possibilità di riprendere gli allenamenti. Un periodo che non possiamo ignorare…

Lunedì 14 e martedì 15 settembre ricominciano gli allenamenti di tutto il minirugby mentre la prima squadra si sta allenando già da qualche settimana. Dopo uno stop forzato e sofferto come quello avvenuto tra marzo e maggio, la società si è subito attivata non solo per dare seguito alle disposizioni della FIR in merito ai protocolli di accesso alle strutture a tutela della salute, ma soprattutto per consentire ai ragazzi di riprendere a giocare in un contesto quanto più sereno possibile. Siamo in attesa delle disposizione della FIR in merito al campionato, ai più piccoli non è ancora consentito di usare gli spogliatoi e i contatti sono limitati, tuttavia cerchiamo di rendere “normale” la ripresa.

Se volessimo fare una fotografia della situazione attuale, in vista della stagione 2020-21, il Rugby Paese come potrebbe essere ritratto?

Questo avvio di stagione, per quanto anomalo, è pieno di novità, a partire dallo staff tecnico: faccio riferimento al ritorno al club da parte di Ornel Gega, già tallonatore azzurro, in qualità di allenatore, e all’innesto dei due nuovi coach Massimo Menelle e Tommaso Bosco. L’ossatura della squadra è in grande parte la stessa; siamo orgogliosi di annoverare tra i Seniores diversi giocatori provenienti dalle giovanili del Paese e di poter annunciare l’arrivo di un giocatore del Montebelluna. Ma di alcune novità avremo occasione di parlare…

Tra le novità, rientra il tuo incarico, che si somma a quello di Vice-Presidente del minirugby. Come nasce questo forte legame con il Rugby Paese?

Nonostante venga dalla pallacanestro, tutto è iniziato quando mio figlio è stato in età di iscrizione alla scuola di minirugby. Il padre e il fratello di mia moglie hanno sempre praticato e amato il rugby; la palla ovale era di casa tanto che è stata mia suocera a portare personalmente mio figlio al Paese Junior! Lo accompagnavo agli allenamenti e lo seguivo nei primi tornei; davo una mano, senza incarichi specifici, e mi appassionavo sempre più alla società. Nel 2015, è arrivata la richiesta di entrare nel direttivo. Beppe Pancot ed io abbiamo presentato la nostra candidatura “in coppia” e nel 2016 è arrivata l’elezione, rispettivamente a Presidente e a Vice-Presidente del minirugby. L’anno scorso, un’altra proposta – quella di assumere il ruolo di Direttore Sportivo, è arrivata da Lorenzo Boffo, sotto la cui ala ho accettato la sfida. A lui sono molto grato; averlo al mio fianco è una sicurezza!

Come ti poni rispetto al ruolo di Direttore Sportivo?

Il D.S. tiene le redini, ha il compito di definire lo staff tecnico, di creare la formazione dei giocatori, di coordinarsi con il team manager e con chiunque ruota intorno alla società… è un ruolo complesso ma sfidante! Come in una famiglia, ciascuno di noi si impegna su più fronti affinché tutta vada per il meglio. Essere Direttore Sportivo mi permetterà di avvicinarmi ancor più alla Prima Squadra. Sono legato ai ragazzi e poter fare da catalizzatore, con una società solida alle spalle, non può che rendermi orgoglioso.

Quali sono gli animi in spogliatoio?

Il rischio, durante il lockdown, è stato che si perdesse l’entusiasmo, che qualcuno mollasse. Invece, i ragazzi sono sereni: hanno tanta voglia di fare. Non sappiamo che stagione sarà perché ancora non abbiamo certezza sull’inizio di campionato, ma se c’è un pregio in ciò che è accaduto è che lo stop ha fatto riaffiorare il vero spirito del rugby, quello di stare insieme per giocare! Gli atleti vengono sempre numerosi agli allenamenti; i due nuovi allenatori sono ex giocatori del Paese, sono giovani ma con un’esperienza di 4-5 anni in serie A. È sempre Mattia Geromel, Gigi per noi tutti, a capitanare la squadra. Insieme a lui, altri “senatori” tengono coeso il gruppo. Questo consentirà ai giovani di inserirsi bene!

Non c’è stagione che inizi senza nuovi obiettivi. I tuoi e quelli della società?

Certamente ci poniamo l’obiettivo di mantenere la categoria, se il campionato decolla. Tutta la società senz’altro tiene al fatto che i ragazzi crescano tecnicamente vivendo in un ambiente psicologicamente sereno. L’arrivo di due allenatori, freschi di campi prestigiosi e in grado di trasmettere una visione tecnica, sarà una bella iniezione di energia per tutti.

Come concilierai il ruolo di D.S. con quello di Vice-Presidente del minirugby?

Per il minirugby ci sarò sempre! Mi piacerebbe essere un trait d’union perché sarebbe un errore considerare Juniores e Seniores come due realtà separate. L’esperienza dimostra che i piccoli diventano, nel tempo, giocatori della Prima Squadra… almeno questo è il nostro obiettivo. L’unico rimpianto è di non aver potuto chiudere la stagione 2019-20 con i tornei di sempre e con il Visentin, in particolare.

Hai un messaggio per gli atleti e per le famiglie?
E ce ne è uno rivolto a te stesso?

Il primo pensiero è la “normalità”: dopo l’esperienza della scorsa primavera abbiamo bisogno di riprenderci la quotidianità. Ai ragazzi va la massima attenzione. I nostri figli devono poter varcare i cancelli del campo, sentendosi protetti e tutelati. Allo stesso modo, le famiglie devono poter contare su una società che fa praticare lo sport in totale sicurezza. Ai bambini più piccoli dedico l’augurio di divertirsi, mentre agli atleti più grandi auguro di affrontare il campionato consapevoli che tutto il Paese sarà impegnato perché stiano bene.
A me stesso? Auguro di fare una bella esperienza e di continuare ad imparare!

 

 

Paese, 4 settembre 2020

Intervista di Ferena Lenzi