Attività junior

  • CENTRO ESTIVO
    Per far conoscere il gioco del rugby ai bambini fino ai 10 anni, la prima settimana di settembre, attiviamo il Centro Estivo: dalle 8.00 alle 13.30 i nostri educatori svolgono attività propedeutiche e, oltre alla merenda di metà mattina, all’ora di pranzo offriamo un buon piatto di pasta. 
Maggiori informazioni.
  • CAMPO ESTIVO
    I giocatori Under 10 e Under 12 già tesserati, ogni estate, soggiornano una settimana in una località di montagna: il ritiro non prevede di giocare esclusivamente a rugby, ma di praticare sport vari, organizzare cacce al tesoro e fare sane camminate all’aria aperta. Maggiori informazioni.
  • DOPOSCUOLA
    Dall’inizio dell’anno scolastico, offriamo un servizio doposcuola: docenti professionisti affiancano i giocatori/studenti nello svolgimento dei compiti. Maggiori informazioni in segreteria.
  • DOMANDE FREQUENTI
    Quali sono le peculiarità del rugby?
    Da un punto di vista medico sportivo, il rugby è un’attività aerobica–anaerobica alternata, che richiede resistenza e rapidità. Sono i ruoli a determinare l’impegno: gli “avanti” necessitano di potenza pura; i tre quarti o attaccanti, oltre alla forza esplosiva, devono avere velocità e notevole destrezza. I ragazzi iniziano solo dai 14 anni a fare mischia, ma senza poter “spingere”.

    È pericoloso giocare a rugby?
    Il Rugby è uno sport di contatto. Ogni bambino si abitua a ricevere e a dare colpi ma è proprio il contatto fisico a insegnare a evitare traumi e al contempo a far conoscere il rispetto per l’avversario.
    Il contatto è ammesso soltanto per chi ha la palla in mano: in tal caso il giocatore si aspetta il placcaggio ed è prevedibile che possa cadere con la palla in mano.

    Chi può giocare a rugby?
    Poiché c’è notevole differenza tra i ruoli, tutti possono giocare a rugby, anche i bambini non particolarmente dotati per statura e peso.
    A darne conferma, sono diversi giocatori di livello internazionale. Nel torneo 6 Nazioni il mediano di mischia irlandese Peter Stringer o l’italo-argentino Ramiro Pez emergono nonostante abbiano un fisico nella norma.
    Non ci sono, perciò, impedimenti diversi dalle limitazioni previste da altri sport di squadra quali calcio, basket e volley.

    Quando iniziare a giocare?
    Dall’età di 4/5 anni i bambini possono svolgere attività di mini-rugby. 
Nel rispetto di un approccio ludico e di semplici regole, i bambini imparano a correre con la palla, a fermare l’avversario che è portatore di palla e a superare la linea di meta. Apprendono, inoltre, come cadere se placcati e acquisiscono la destrezza necessaria a evitare di essere bloccati dall’avversario. Il mini-rugby punta a far acquisire il concetto di disciplina e il controllo delle proprie reazioni. In questo senso, una vera e propria scuola di vita.

    Quale impegno fisico deve sostenere un giovane che pratica il rugby?
    Il bambino che pratica rugby deve essere in grado di correre, spingere, saltare, e deve avere una buona destrezza per scartare gli avversari.
    L’impegno cardiovascolare è identico a quello richiesto da altri sport di squadra.
A fare la differenza è l’abitudine al contatto fisico: il piccolo atleta deve essere in buone condizioni generali e soprattutto godere dell’integrità dell’apparato muscolo-tendineo e osteo-articolare. Tuttavia non si deve dimenticare che gli impegni di tale apparato sono proporzionati all’età del giovane praticante, che incontrerà bambini di pari età e condizioni, e che la preparazione fisica è volta, come in tutti gli sport di squadra, ad allenare l’apparato cardiovascolare, l’apparto osteoarticolare e muscolo-tendineo.